Scandalo della Banca Romana
Lo scandalo della Banca romana fu un evento politico-finanziario che coinvolse le forze della sinistra storica, accusate di collusioni negli affari illeciti della Banca Romana, uno degli istituti qualificati ad emettere moneta circolante in Italia. Lo scandalo riguardò alcuni investimenti in campo edilizio che si rivelarono fallimentari per la Banca romana. Questa, per coprire le perdite, iniziò ad emettere nuova moneta senza autorizzazione. Il denaro fu altresì utilizzato per prestiti a politici come Giovanni Giolitti e Francesco Crispi.
L’inchiesta del 1894 si concluse con una assoluzione degli imputati (assoluzione più che clamorosa): per evitare che l’inchiesta travolgesse uomini di spicco della politica italiana, i giudici, nella sentenza, denunciarono la sparizione di importanti documenti, necessari a provare la colpevolezza degli imputati.
Il procedimento penale venne quindi archiviato senza emettere alcuna condanna.
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